Cestina
Cestina
cestina pitcher
01
cestina pitcher
OBJECTS
2026

Cestina è una brocca in vetro soffiato realizzata a mano, il cui disegno incornicia il gesto del versare l’acqua, trasformandolo in un rituale lento e scenografico, quasi simbolico. Ispirata ai cestini hanakago tradizionalmente utilizzati in Giappone per l’Ikebana, Cestina si compone di un contenitore e di un grande manico colorato che, nella sua dinamica fuori-scala invita ad approcciare il gesto del versare con cura e attenzione. Ispirata ai cestini hanakago tradizionalmente utilizzati in Giappone per l’Ikebana, Cestina si compone di un contenitore e di un grande manico colorato che, nella sua dinamica fuori-scala invita ad approcciare il gesto del versare con cura e attenzione. A differenza delle brocche tradizionali, oggetti in primo luogo funzionali e pratici, Cestina si avvicina di più a un secchiello, un oggetto semplice e primordiale, di cui riprende la tipologia e la gestualità antica: l’acqua deve essere versata con lentezza e attenzione, come un bene prezioso, usando entrambe le mani e dando vita a un gesto preciso ed elegante. Il grande vuoto circolare descritto dalla maniglia, invita a un movimento ampio e rotondo, mentre la forma rastremata del contenitore suggerisce alla mano di porvisi delicatamento per sostenere il gesto. Allo stesso tempo, minimizzando il punto di appoggio sul piano, l’oggetto diventa etereo e flottante. Cestina assume così un ruolo contemplativo sulla tavola, facendosi presenza estetica capace di dialogare con ciò che accoglie, celebrando la lentezza dei gesti quotidiani e creando un paesaggio sospeso e delicato. Il Progetto è presentato in due dimensioni e in tre varianti colore.

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Cestina è una brocca in vetro soffiato realizzata a mano, il cui disegno incornicia il gesto del versare l’acqua, trasformandolo in un rituale lento e scenografico, quasi simbolico. Ispirata ai cestini hanakago tradizionalmente utilizzati in Giappone per l’Ikebana, Cestina si compone di un contenitore e di un grande manico colorato che, nella sua dinamica fuori-scala invita ad approcciare il gesto del versare con cura e attenzione. Ispirata ai cestini hanakago tradizionalmente utilizzati in Giappone per l’Ikebana, Cestina si compone di un contenitore e di un grande manico colorato che, nella sua dinamica fuori-scala invita ad approcciare il gesto del versare con cura e attenzione. A differenza delle brocche tradizionali, oggetti in primo luogo funzionali e pratici, Cestina si avvicina di più a un secchiello, un oggetto semplice e primordiale, di cui riprende la tipologia e la gestualità antica: l’acqua deve essere versata con lentezza e attenzione, come un bene prezioso, usando entrambe le mani e dando vita a un gesto preciso ed elegante. Il grande vuoto circolare descritto dalla maniglia, invita a un movimento ampio e rotondo, mentre la forma rastremata del contenitore suggerisce alla mano di porvisi delicatamento per sostenere il gesto. Allo stesso tempo, minimizzando il punto di appoggio sul piano, l’oggetto diventa etereo e flottante. Cestina assume così un ruolo contemplativo sulla tavola, facendosi presenza estetica capace di dialogare con ciò che accoglie, celebrando la lentezza dei gesti quotidiani e creando un paesaggio sospeso e delicato. Il Progetto è presentato in due dimensioni e in tre varianti colore.

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A differenza delle brocche tradizionali, oggetti in primo luogo funzionali e pratici, Cestina si avvicina di più a un secchiello, un oggetto semplice e primordiale, di cui riprende la tipologia e la gestualità antica: l’acqua deve essere versata con lentezza e attenzione, come un bene prezioso, usando entrambe le mani e dando vita a un gesto preciso ed elegante. Il grande vuoto circolare descritto dalla maniglia, invita a un movimento ampio e rotondo, mentre la forma rastremata del contenitore suggerisce alla mano di porvisi delicatamento per sostenere il gesto. Allo stesso tempo, minimizzando il punto di appoggio sul piano, l’oggetto diventa etereo e flottante. Cestina assume così un ruolo contemplativo sulla tavola, facendosi presenza estetica capace di dialogare con ciò che accoglie, celebrando la lentezza dei gesti quotidiani e creando un paesaggio sospeso e delicato. Il Progetto è presentato in due dimensioni e in tre varianti colore.
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Photo Credits: Carlo Di Pasquale

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